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	<description>Associazione culturale Verunese</description>
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		<title>JAZZ 2024</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 10:49:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Veruno  Double Jazz – Domenica 1 settembre 2024 – ore 21:00 Campo sportivo di Revislate ( via Chiesa), comune Gattico- Veruno (NO) Se il 2DAYS PROG +1 è ormai considerato il festival internazionale più importante a livello italiano ed uno tra i più importanti a livello mondiale per la musica rock progressive,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ver1musica.it/veruno-jazz/"></a><br />
<h1 class="title"> <strong>Veruno  Double Jazz – Domenica 1 settembre 2024 – ore 21:00 Campo sportivo di Revislate ( via Chiesa), comune Gattico- Veruno (NO)</strong></h1>
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<div class="skepost">Se il <strong>2DAYS PROG +1 </strong>è ormai considerato il festival internazionale più importante a livello italiano ed uno tra i più importanti a livello mondiale per la musica rock progressive, non meno rilevante è il resto del programma del <strong>Settembre Musicale Verunese</strong> che quest’anno celebra la sua 38° edizione. Il Settembre Musicale 2024 viene inaugurato con la serata dedicata alla musica jazz il <strong>1 settembre.</strong> Sul palco di Veruno, alla Piazzetta della Musica, negli scorsi anni sono saliti artisti di grande fama tra i quali <strong>Stefano Bollani</strong>, <strong>Paolo Fresu</strong>, <strong>Enrico Rava</strong>, <strong>Fabrizio Bosso</strong>, <strong>Francesco Cafiso</strong> solo per citarne alcuni. Anche quest&#8217;anno il concerto si terrà al Campo Sportivo di Revislate-Via Chiesa.</div>
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<div class="skepost" style="text-align: center;"><a href="https://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2024/08/AlexPittet_AxP_020721_1608542-e1722584907773.jpg"><img class="alignnone  wp-image-2978" src="https://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2024/08/AlexPittet_AxP_020721_1608542-e1722584907773.jpg" alt="stefano di battista quartet" width="565" height="424" /></a></div>
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<p style="text-align: center;"> <b>STEFANO DI BATTISTA </b></p>
<p style="text-align: center;">&#8220;Morricone stories&#8221;</p>
<p> <strong>Stefano Di Battista</strong> nasce a Roma il 14 febbraio del ’69 da una famiglia di musicisti ed appassionati di musica. Ha iniziato a studiare il sassofono all’età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere, composta principalmente da ragazzini. E’ qui che, fino all’età di 16 anni, Stefano ha sperimentato quella che sarebbe diventata una delle qualità essenziali della sua musica: l’allegria. Durante questo periodo ha due incontri decisivi che lo indirizzano verso la sua vocazione: scopre il jazz, innamorandosi del suono “acidulo” di Art Pepper (“…immediatamente volevo suonare in quel modo… fu l’inizio della mia passione”) e incontra l’uomo che diventerà il suo mentore, il leggendario alto sassofonista Massimo Urbani (“lui era un mostro, suonava senza conoscere cosa venisse dopo. Istintivamente.”). La sua starda è ormai segnata: Stefano sarà un musicista jazz. Si iscrive al conservatorio, perfeziona la sua tecnica familiarizzando con la tradizione classica del sassofono (Jacques Ibert, ecc.) conseguendo il diploma con il massimo dei voti all’età di 21 anni. Incomincia poi a suonare in gruppi di vario genere e nel ’92 si trova per caso a suonare al Calvi Jazz Festival; è lì che incontra per la prima volta dei musicisti francesi, primo fra tutti Jean-Pierre Como che lo invita a suonare a Parigi. Per Stefano è una rivelazione (“quando sono arrivato in Francia, avevo l’impressione di essere nato lì. In Italia avevo l’impressione di non esistere…”). Da quel momento in poi, Stefano ha fatto la spola tra Roma e Parigi, moltiplicando le sue audizioni in modo da procacciarsi qualche ingaggio. Infine si procura due concerti al Sunset di Parigi, con un trio formato dal batterista Roberto Gatto e dal contrabbassista francese Michel Benita. Gatto rinuncia e viene rimpiazzato all’ultimo minuto dal batterista Aldo Romano, che viene colpito dallo stile affascinante del sassofonista. In un attimo è nata un’amicizia tra i due. La seconda sera Stèphane Huchard è alla batteria e invita Laurent Cugny, prossimo a prendere le redini dell’ONJ (Orchestra Nazionale del Jazz). Stefano viene assunto all’istante. In due sere da sogno la vita di Di Battista è cambiata. E’ il 1994 e la sua carriera decolla a Parigi. Si stabilisce nella città e incomincia la vita sfrenata del musicista. Oltre alla partecipazione al progetto di Aldo Romano dal quale sono scaturite due registrazioni discografiche (Prosodie e Intervista) e la presenza nell’ONJ diretta da Cugny, continua ad incontrare gente, tiene alcuni concerti in trio con Daniel Humair e J.F. Jenny Clark, suona con musicisti americani di passaggio come Jimmy Cobb, Walter Brooker, Nat Adderly, ecc. La carriera di Di Battista è a una svolta. Pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano, membro del sestetto di Michel Petrucciani, Stefano incomincia a pensare alla realizzazione di un progetto a suo nome. Nel ’97 il suo primo album per la Label Bleu, dal titolo “Volare”, lo vede al fianco di Flavio Boltro alla tromba, Eric Legnini al piano (il suo pianista di questi ultimi anni), Benjamin Henocq alla batteria e Rosario Bonaccorso al contrabbasso (“la ritmica che ho sempre desiderato”). Nel ’98 arriva il suo primo ingaggio per la storica Blue Note, per la quale inciderà l’album “A prima vista”, accompagnato dalla stessa formazione di musicisti, che tra le altre cose diventerà il suo gruppo stabile di riferimento. Nel luglio ’00, la registrazione di un disco magistrale dove Stefano è affiancato dall’incomparabile presenza di Elvin Jones alla batteria (il leggendario batterista di John Coltrane), Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Il disco, dall’omonimo titolo, uscirà poi nell’Ottobre 2000. Il nuovo disco, oltre ad avere grandi riconoscimenti da parte della critica internazionale, ha vinto il prestigioso premio francese Telerama, classificandosi al primo posto nelle classifiche europee come disco più venduto. Nel 2016 esce l’album dedicato alla figura femminile “Womman’s Nel 2017 realizza la colonna sonora “solo cuore e amore candidata al David  Di Donattello Nel 2020 realizza la colonna sonora del film “futura” nelle sale settembre 2021 Nel 2021/22 e uscito in tutto il mondo in aprile il nuovo album dedicato al maestro Morricone in versione jazz IL Progetto che eseguirà dal vivo e Morricone Stories Prodotto della Warner Germania è in questo momento in testa alle classifiche jazz Francesi e tedesche.</div>
<p> &nbsp;</p>
<div class="skepost" style="text-align: center;"><a href="https://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2024/08/gabriel-freitas-quartet-1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2980" src="https://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2024/08/gabriel-freitas-quartet-1.png" alt="gabriel freitas quartet" width="504" height="456" /></a></div>
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<p style="text-align: center;"><strong>GABRIEL FREITAS QUARTET </strong></p>
<p> <strong>Gabriel Freitas</strong>, , nato il 21 febbraio 2003, è un trombonista italo-brasiliano. Consegue i suoi studi di trombone classico presso il conservatorio Guido Cantelli di Novara sotto la guida dei maestri Corrado Colliard e Gianluca Scipioni. Ha frequentato corsi e masterclass con maestri quali Andy Farber, Antonio Ciacca, Richie Vitale, Marshall Gilkes, Elliot Mason. Ha all’attivo oltre ai progetti di musica propria, diverse collaborazioni con Orchestre: Erios Jazz Orchestra, Orchestra Nazionale Jazz (ONJ), Millenials Orchestra, Jazz Team Big Band, Daisy’s Big Band; collaborazioni che lo porteranno a condividere il palco con artisti di spicco nazionale ed internazionale come: Joan Chamorro, Antonio Ciacca, Nico Gori, Fabrizio Bosso, Michael Steinman, Anais Drago, Rudy Migliardi, Emilio Soana, Diego Borotti, Pino Iodice, Gianni Oddi, Paolo Silvestri, Paolo Fresu, Barbara Casini, Lorenzo Baldasso, Mauro Porro, John Webber, Benny Benack III, Camille Bertault, Steven Feifke, Veronica Swift, Marshall Gilkes, Eli Yamin, Richie Vitale. Il Quartetto è composto da</p>
<ul>
<li><strong>Gabriel Freitas</strong> &#8211; trombone.</li>
<li><strong>Leonardo Concina</strong> &#8211; pianoforte.</li>
<li><strong>Leonardo Mafra</strong> &#8211; contrabbasso.</li>
<li><strong>Giacomo Russo</strong> &#8211; batteria.</li>
</ul></div>
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		<title>Jazz 2021</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 16:51:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Veruno Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Veruno Jazz 2021]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="title"> <strong>Veruno  Double Jazz – Domenica 11 settembre 2021 – ore 21:00 Campo sportivo di Revislate ( via Chiesa), comune Gattico- Veruno (NO)</strong></h1>
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<div class="skepost">Se il <strong>2DAYS PROG +1 </strong>è ormai considerato il festival internazionale più importante a livello italiano ed uno tra i più importanti a livello mondiale per la musica rock progressive, non meno rilevante è il resto del programma del <strong>Settembre Musicale Verunese</strong> che quest’anno celebra la sua 35° edizione. Il Settembre Musicale 2019 viene inaugurato con la serata dedicata alla musica jazz il <strong>11 settembre.</strong> Sul palco di Veruno, alla Piazzetta della Musica, negli scorsi anni sono saliti artisti di grande fama tra i quali <strong>Stefano Bollani</strong>, <strong>Paolo Fresu</strong>, <strong>Enrico Rava</strong>, <strong>Fabrizio Bosso</strong>, <strong>Francesco Cafiso</strong> solo per citarne alcuni. Quest&#8217;anno il concerto si terrà al Campo Sportivo di Revislate-Via Chiesa.</div>
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<div class="skepost">Quest’anno avremo il piacere di ascoltare il <strong>We4 </strong>creazione discografica<strong> del quartetto di Fabrizio Bosso </strong>e in apertura della serata il gruppo <strong>Anatrofobia.</strong></div>
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<div class="skepost" style="text-align: center;"><a href="http://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2021/08/bosso-foto-piccola.jpg"><img class="align center size-full wp-image-2482" src="http://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2021/08/bosso-foto-piccola.jpg" alt="bosso foto piccola" width="369" height="361" /></a></div>
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<p><strong><em>We4 </em></strong>è l&#8217;ultima fatica discografica del quartetto di <strong>Fabrizio Bosso</strong>, uscito a novembre 2020 per la Warner Music. Un album che esprime pienamente, nel suono, nell&#8217;interplay e nella scrittura, quell&#8217;idea di condivisione totale che rappresenta ormai da anni la cifra stilistica del pensiero musicale di Bosso. Registrato a Roma, il 5 giugno 2020, subito dopo il confinamento forzato dovuto all’epidemia del coronavirus, <em>We Four </em>non è solo il frutto di un’esigenza, di una volontà di <strong>continuare a fare musica nonostante tutto</strong>, ma anche un lavoro privo di qualsiasi artificialità post-produttiva, dentro il quale ogni dettaglio è frutto di un <strong>contributo comune</strong>, che eleva il quartetto stesso ad autentico leader del progetto. Julian Oliver <strong>Mazzariello</strong> al pianoforte, Jacopo <strong>Ferrazza</strong> al contrabbasso, Nicola <strong>Angelucci</strong> alla batteria e Fabrizio <strong>Bosso</strong> alla tromba, si sono dati appuntamento in studio e hanno <strong>celebrato un sodalizio</strong>, umano e musicale, perfettamente dichiarato nel titolo di questo nuovo lavoro. Prosegue, quindi, la ricerca di un <strong>suono collettivo e identitario</strong>, qui espresso in un repertorio composto prevalentemente da brani che portano le firme di tutti e quattro. Primavera 2017: “<em>Questo è il suono del mio presente e loro sono, oltre che degli amici, anche i musicisti che mi appagano di più sul palco, perché capaci di tirare fuori il suono che ho in testa”</em>. Queste le parole di Fabrizio Bosso tra le note di copertina del precedente doppio live “State of the art”, <strong>fermo immagine tra i più felici</strong> nella carriera del trombettista torinese. Ed è in quel “presente” mai cristallizzatosi in passato, anzi, florido e vibrante nel corso del tempo, che “WE4” vede la luce. <strong>Formazione:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fabrizio Bosso &#8211;  </strong>tromba.</li>
<li><strong>Julian Oliver Mazzariello</strong> &#8211;  piano.</li>
<li><strong>Jacopo Ferrazza</strong> &#8211; contrabbasso.</li>
<li><strong>Nicola Angelucci</strong> &#8211;  batteria.</li>
</ul>
</div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2021/08/Anatrofobia-_2021-piccola.png"><img class="align center size-full wp-image-2483" src="http://www.ver1musica.it/wp-content/uploads/2021/08/Anatrofobia-_2021-piccola.png" alt="Anatrofobia _2021 piccola" width="386" height="369" /></a></p>
<p>Di loro dicono: <strong>Anatrofobia</strong>, progetto piemontese al settimo album in 30 anni di carriera. Luca Cartolari (basso, effetti) e Andrea Biondello (batteria), coadiuvati da Paolo Cantù (chitarra, clarinetto, elettronica, effetti) e Cristina Trotto Gatta (voce) ci consegnano Canto Fermo. L&#8217;ascolto è catturato da un suono che oltrepassa i confini musicali e sorprende per contaminazioni e suggestioni evocate, tra ritmi jazz in controtempo, psichedelica, minimalismo elettroacustico, progressive e nervose declinazioni rock e jazzcore, tra U.S. Maple e i primi Zu. Notevole il timbro vocale della Trotto Gatta, tra Suzanne Langille e Beth Gibbons, perfetto per le atmosfere austere e narrative dell&#8217;intero lavoro.” Antonio Briozzo da Rumore, Luglio/Agosto 2020 Per darvi un&#8217;idea sbagliata, (comunque un&#8217;idea), c&#8217;è ombrosità melanconica alla Surman (Canto Fermo è un in-quel di &#8220;Such Winter Of Memory&#8221;), ieraticità dolente (increspata da frenesie rumoristiche, tenute sempre a bada). Qualche fantasma ci potrebbe anche dare ragione delle impressioni eicheriane. Ad esempio, It Should&#8217;ve Happened a Long Time Ago (Motian con Lovano e Frisell). Non ve lo diciamo che è più bello dell&#8217;originale, diremo solo: c&#8217;è più &#8220;carne e sangue&#8221;. E quanto va giù nei recessi Nero di Seppia. A proposito di spettri, ce ne sono altri. The Speeding Train, che fu dei Van Pelt: un sudario, voce sussurrante e tutto il basto della rabbia sulla batteria (che si trascina via tutti). Golden Slumbers, roba (qui mi dicono &#8220;minore&#8221;) dei Beatles, una candela che fa una fiammata e si spegne (non del tutto). La tensione, oggi, è palpabile.”  Dionisio Capuano da Blow Up. Luglio/Agosto 2020. Loro dicono: Facciamo musica dagli anni 90, in formazione variabile, intesa più che come gruppo come comunità aperta di musicisti. Al trio originario (basso sax e batteria) nel tempo si sono uniti altri musicisti che hanno di volta in volta arricchito il nostro linguaggio con nuove prospettive sonore e compositive. <strong>Formazione:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Cristina Trotto Gatta</strong> – Voce</li>
<li><strong>Alessandro Cartolari</strong> – Sax Baritono, Campionatore</li>
<li><strong>Luca Cartolari</strong> – Basso Elettrico, Violoncello Elettrico, Elettronica</li>
<li><strong>Valerio Zucca Paul</strong> – Computer, Tastiere, Elettronica</li>
</ul>
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		<title>Jazz 12 Settembre 2015 ore 21</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2015 12:40:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[Veruno Jazz]]></category>

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